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(Per l'Inaugurazione della strada Civago – Piandelagotti) La gioia che sfavilla nella valle non è la frenesia del carnevale; s'inaugura la strada forestale che un gentiluomo dalle larghe spalle ha sfacchinato, Dio lo benedica, al mio paese in men che non si dica.
C'è tanta gente venuta da fuori al paesello sperduto in mezzo ai monti che se provi a contarli non li conti. Ma il Sindaco dov'è? Per far gli onori deve parlar qualcuno che ci riesca, ma il Sindaco dov'è? ... Vattelapesca!
Ma quanta gente a inaugurar la via! Se continua così, prima di sera ce n'è di più che il giorno della fiera e non staranno tutti in trattoria. Naturalmente noi, qui del paese, offriamo il pranzo e paghiamo le spese.
II
Massaie attenzione massaie correte chiudete il portone chiudete, chiudete a scanso d'un guaio la porta al pollaio.
Vedete quel nastro? Oh Dio che canaglia Oh Dio che disastro lo taglia, lo taglia! Scappate, coraggio fra i boschi di faggio!
Già è là e s'avvicina con grande bordello l'odor di benzina. Aprite il cancello, la macchina romba, schiudete una tomba.
No sciocchi, no sciocchi ridete? Piangete Piegate i ginocchi scrivete, scrivete sul marmo: "Qui giace signori, la pace!"
III
Su, su avvicinatevi signori e signore il nostro spettacolo fa grande furore; entrate più in fretta c'è già una lambretta e prima di sera verrà la corriera.
Che dice? No è inutile... che l'ombrello d'America! Non vede risplendere già più d'una chierica? E in piazza signore ci sta l'assessore e prima di sera verrà la corriera.
Avanti si accomodi signora maestra ma guardi che i piccoli camminino a destra che i motorizzati son già assicurati e prima di sera verrà la corriera.
La vacca? Se è svizzera portatela in piazza è là che si mostrano le bestie di razza ma non paventate son molto educate e prima di sera verrà la corriera.
IV
Che bel divertimento han messo al mio villaggio; ad occhio e croce sento che è più bello del maggio. Sentiste che delizia, sentiste che concerto quando la notte passano macchine e moto a scappamento aperto! Però a pensarci bene, le finestre tintinnano quasi a rompere il vetro, quindi farò presente che conviene gli tappino quel buco che hanno dietro.
V Dice: "Ma non è vero l'abbiamo fatta noi del ministero; non c'entra è naturale, nessuno del consiglio provinciale. L'abbiamo fatta a Roma sana sana e potreste chiamarla la romana.
Il consiglio reggiano ha messo è vero, qua e là la mano all'altra eterna via che s'è inzuccata nella galleria ma invece la romana tale e quale com'è, appartiene al corpo forestale."
Dico: "Sbagli. Ho paura che il ministero dell'agricoltura non sia bene aggiornato. Ho fatto il sopralluogo e ho appurato che la Romana è vero, è fresca e bella ma si dice che ci abbia una sorella.
Insomma, in conclusione avete forse fatto confusione. Ma fa niente, fa niente quello che importa è accontentar la gente. E a noi premeva tanto di potere andar di qua e di là stando a sedere.
VI
La strada è fatta. A tutti gl'ingegneri, ai geometri e agli altri scalzacani che ci hanno progettato fino a ieri e speriamo continuino domani il tracciato, le curve e riempimenti; i nostri calorosi complimenti.
Già, c'è poco da sfottere. Oramai anche noi montanari di montagna, finito abbiamo di passare guai: la civiltà è arrivata: che cuccagna! Non saremo più timidi e servili che adesso pure noi, siamo civili!
Eravamo un paese abbandonato e ci hanno messo a tu per tu con Reggio e quando ci accorgiamo che un malato comincia veramente a stare peggio, arriva all'ospedale in un minuto: gli fanno operazione e vi saluto.
La strada! Non vi dico che vantaggi! Andremo in vespa fino in Garfagnana, spediremo col camion frole e baggi e le greggi di pecore in Toscana e in autunno la bella cameriera a servizio, d'accordo, ma in corriera! |