Mentalità giornalistica |
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C'è sempre in un cantuccio del giornale qualche fattaccio con in mezzo il morto brevemente riassunto dal rapporto di qualche informatore occasionale. Naturalmente non faranno il torto di scomodare l'inviato speciale per qualche delittuccio dozzinale commesso forse ai margini del porto. E se un sospetto prende per l'orecchio l'indiziato e lo porta alla giustizia e alla galera, buonanotte al secchio. Non se ne parla più. Chi ha da parlare? Non è un ergastolano a far notizia, non è un morto ammazzato a protestare. Se invece spara la manina bella di una signora col brillante al dito che dalla scollatura del vestito graziosamente estrae la rivoltella, che magnifico pezzo colorito si scriverà sull'eroina bella con gli attributi degni di una stella e foto e foto e foto all'infinito. Così se lo psichiatra se la piglia sotto controllo e quasi a prima vista la riconosce, chi si meraviglia? Frattanto intorno al nuovo memoriale lotta per l'esclusiva ogni rivista a colpi di milioni: è naturale! |