Morale novecento |
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Quella signora bionda che d'estate viene in villeggiatura da Bologna tutte le furie in corpo ha scatenate e rossa in viso e piena di vergogna strilla e cerca di prendere a sassate un vecchio can bastardo con la rogna frustandolo col guinzaglietto rotto dalla cagnetta che gli sta di sotto. Mi avvicino ridendo alla ragazza inviperita e dico: "Lasci fare, per due cani che fan l'amore in piazza è inutile arrabbiarsi, non le pare?" "Ah, si?" dice."E il prestigio della razza e l'onore e l'esempio e insomma tutto... Va via cagnaccio, via cagnaccio brutto." E sempre agitatissima e furiosa frusta la coppia che però non cede e allora mi urla: "E lei faccia qualcosa e non rida, non rida... Ma non vede che porcheria, che roba disgustosa? Oh San Petronio cosa mi succede. Va via cagnaccio brutto con la rogna." Ma quello invece neanche se lo sogna. Allora dico: "Guardi che in montagna essendo questo il tempo dell'amore non ci facciamo caso se la cagna di lusso accetta un cane da pastore. Lasci fare, per loro è una cuccagna, lasci fare, non scomodi l'onore, oggi che dalla sera alla mattina la Signora si sveglia Signorina." "E poi guardi, ma guardi che bellezza: adesso la morale di Catone l'hanno gettata dentro l'immondezza e noi per festeggiare l'occasione canterellando - Buongiorno Tristezza - berremo: "cioccolato a colazione" e per finire mi dirà, lo sento, di fare a quei due cani un monumento." |